Samantha Cristoforetti

Samantha è tornata. Da oggi avete un simbolo.

È un luogo comune, peraltro abbastanza veridico, che in Italia si finisca sempre per cercare un leader carismatico, una guida, un Beppe, un Silvio, un qualcheduno purché sia capace di rappresentare un nostro intimo bisogno di identificazione.

Gli intellettuali ce lo raccontano come una debolezza, come una mancanza di maturità, soprattutto come un’altra colpa da espiare. Siccome ne abbiamo poche. Siamo un popolo azzoppato, a cui ogni giorno si rinfaccia come cammina indicando come esempio chi ha tutte e due le gambe. No, ma bravih!

Così, in questo scenario di sterili recriminazioni ci sono poche speranze che sopravvivono tra le nostre nuove generazioni: andarsene; ritornare alle origini – cucina, agricoltura, territorio; Internet. E qui nasce un problema. Diciamola tutta e sintetica: Internet è odiato in Italia.

È odiato perché non risponde alle dinamiche del carisma e dei riconoscimenti a cui i detentori di credito nei media tradizionali erano abituati.

Si odia Internet e quindi lo si accusa di essere la causa dell’ignoranza e delle sue peggiori espressioni. È veramente necessario ripetere che quell’ignoranza è frutto di “coltivazioni” che affondano radici molto prima di quando è stata installata la prima ADSL domestica in Italia? E che se metti un megafono in mano a un imbecille, distruggere il megafono non ne farà un saggio, ti consentirà solo non sentire la sua idiozia dall’alto del tuo salotto.

Mentre la massa possiede una visibilità del tutto relativa il web ha cambiato le regole del gioco, e il carisma, il riconoscimento di casta, non funzionano più.

Grazie a Internet, oggi persone emergono per quello che sono e per ciò che possono raccontare di aver realizzato.

Samantha Cristoforetti non ha carisma, se con esso intendiamo, secondo le scienze sociali

il complesso delle facoltà e dei poteri straordinarî che una persona possiede e che le vengono riconosciuti all’interno di un gruppo religioso, culturale o economico, o nella società, consentendole l’assunzione di un ruolo direttivo.

Lei non rappresenta alcun gruppo religioso, economico o culturale da cui ha ricevuto un ruolo direttivo, se mai il contrario: Samantha è un ufficiale che è stato comandato ad incarichi di altissima importanza per le sue capacità. Ecco la differenza: è arrivata dove è arrivata per lavoro. Questo è qualcosa di più tranquillizzante per le nostre coscienze di popolo fin troppo ferito e recriminatore: se non avesse superato un’infinità di test, al suo posto sulla ISS ci sarebbe andata un’altra. Samantha era sostituibile, mettiamoci il cuore in pace.

Samantha Cristoforetti oggi è l’italiana più conosciuta e apprezzata, all’estero e in Italia, probabilmente più di Rita Levi Montalcini. Questo, grazie alle sue sole capacità e grazie a quella spontanea capacità di raccontare storie che è Internet.

Samantha avrà carisma da oggi, dal suo atterraggio con cui è diventata la donna che è vissuta più  a lungo nello spazio ed è tornata; dal momento in cui inizierà lo story-telling della sua avventura.

Per una volta siamo salvi da quell’invidia endemica che abbiamo nel sangue e che consente di essere manipolati. Ne abbiamo avuto fin troppo di carisma ben costruito, siamo assuefatti agli intellettuali, vaccinati alla morale e ai buoni principi, nella fama vediamo solo malaffare o clientelismo, pronti a proiettare invidia e risentimento personale. Guardate la storia politica recente: non c’è speranza nel costruire una leadership tradizionale in Italia.

La mancanza di un carisma “etimologico” acquisito grazie al riconoscimento di un gruppo ristretto, trasforma l’immagine di questa donna in quella di una persona fra tante, più simile a fenomeni virali generati nella rete, che a personaggi pubblici che godono di fama.

È un astronauta. Quello che tutti volevamo fare da bambini – lo abbiamo almeno pensato, magari scartandolo, ma è l’opzione che tutti abbiamo considerato, a differenza del notaio, per dire. Incarna i sogni di tutti i bambini. Vola, molto più alto della fibra che vola.

È un’italiana seguita e riconosciuta a livello internazionale. Non è un politico. Non è un imprenditore. Non è una star del calcio. È una donna che ha studiato, che ha la semplice tranquillità di chi sa di sapere e non è tronfia dell’ideologia che rappresenta; è più di te, più di me, ma non in virtù di una rivalsa da ex-sesso debole.

Per la prima volta parlando di un personaggio mediatico non incontro nessuno che manifesti il bisogno di difendersi da lei.

Allora.

Volete vendere all’estero, in Italia.

Oppure volete fare politica, in modo diverso. Volete studiare e diventare scienziati. Volete zappare la terra o imparare a fare il vino buono. Volete aiutare persone a integrarsi. Pensate a lei. Imitatela. Portatela ad esempio. Adesso avete il vostro simbolo.

Senza bandiere. È membro di un’agenzia spaziale europea. Un’eccellenza mondiale in cui l’Italia ha un ruolo riconosciuto.
Non è un partito, non è un duce, non è la Juventus e non è la pizza.
Non occupa un posto in parlamento, non dirige una banca. È umana. Ha fatto cose fantastiche, senza obiezioni, senza competitor, senza -ismi che le rimproverino d’aver calpestato qualche orticello protetto.

È pulita. Può rappresentare qualsiasi cosa verso cui desiderate tendere, senza avere dei dubbi, un archetipo psicologico sociale che mancava da tanto tempo su queste terre.

È ciò che vorrete essere come imprenditori, come liberi professionisti.

È il merito che desiderate vi sia riconosciuto come cittadini.

È qualcuno da usare come esempio per i vostri figli, come non si faceva più da generazioni.

Un’italiana che ha realizzato i suoi sogni soltanto grazie al proprio merito e per le proprie capacità.

Samantha è un buon segno. Sappiate farne buon uso.

 

6 thoughts on “Samantha è tornata. Da oggi avete un simbolo.

  1. Rispondi
    Maria Silvia Sanna - 11 Giugno 2015

    Bel post, lo condivido. E comunque ho letto tutto e ho un appunto solo, piccolino: appena Sam è partita, tantissime persone (specialmente uomini) hanno fatto battute sessiste e persino offensivi su di lei. C’è stato chi ha saputo dire “chissà come ha fatto ad arrivare fin là”. Tanta arrogante ignoranza da parte di chi, la meritocrazia non la conosce e non vuole nemmeno riconoscerla.

    1. Rispondi
      Patrizio Romano Dell'Anna - 11 Giugno 2015

      Maria Silvia, spunto molto interessante, ti ringrazio. Mi ricordo dei commenti alla partenza, mi ricordo anche degli attacchi gratuiti avvenuti di recente su qualche post su facebook.
      Il sessismo usato come clava per aggredire è uno dei tanti strumenti di persone in contesti che gli consentono di sfogare in modo insensato frustrazioni a cui loro stessi, per ignoranza, non sanno dare un senso. Ingiustificabili, non tanto per una questione morale, quanto per la loro incapacità di assumersi la responsabilità delle conseguenze a cui spesso conducono.
      Nel caso dell’articolo, forse qualcosa è cambiato. Di sicuro il lavoro sereno e professionale fatto sulla ISS e la gestione dei media, ben orchestrata anche nelle fasi di crisi, hanno aiutato a costruire il simbolo che oggi lei rappresenta e che secondo me contribuisce molto a smontare i pregiudizi della partenza, in chi è capace di pensare.

  2. Rispondi
    simona facondo - 11 Giugno 2015

    “Samantha è un buon segno. Sappiate farne buon uso”.
    Anche questo articolo è un buon segno. Di chi riesce a vedere il bicchiere mezzo pieno e ha fiducia nelle capacità dell’individuo. Uno sprone ad andare avanti. Nonostante tutto.

    1. Rispondi
      Patrizio Romano Dell'Anna - 11 Giugno 2015

      Simona Facondo, vedere il bicchiere mezzo pieno: rivolgersi in questo articolo a chi è capace di riempirselo da sé e non fa l’astemio quando si tratta di mandar giù i cambiamenti ;-)

  3. Rispondi
    Valentina Cinelli - 11 Giugno 2015

    Grazie per questo post.

    1. Rispondi
      Patrizio Romano Dell'Anna - 11 Giugno 2015

      Valentina Cinelli, grazie di cuore a te per averlo letto!

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