Sassi, mercurio e ballerine

Plutone
"Pluto by LORRI and Ralph, 13 July 2015" by NASA/JHUAPL/SWRI - solarsystem.nasa.gov. Licensed under Public Domain via Wikimedia Commons

Un viaggio dentro di sè è preferibile ai ‘quattro sassi’ fotografati su Plutone.

– Vincenzo Salemme, attore, comico.

“Genitori che commettono il reato di indurre nei figli Alienazione Parentale (dall’acronimo PAS, Parental Alienation Syndrome) potranno essere perseguiti penalmente anche con il carcere.”

– Michelle Huntzinger, presentatrice, soubrette.

“Il mercurio presente nelle molecole di vaccini obbligatori è una diretta causa dello sviluppo dell’Autismo nei bambini.”

– Jim Carrey, attore, comico.

La libertà d’espressione è una conquista. Imprescindibile, da difendere. Così come l’autodeterminazione individuale, ad esempio nelle scelte sessuali. Eppure, nessuno che vada in giro a dire di non usare il preservativo viene preso seriamente.

Oh, wait.

Ricominciamo dalla libertà d’espressione.

Il diritto alle risposte competenti

Se ho davanti una platea di mille persone, ognuna con l’esigenza di essere ascoltata, uso un microfono e inizio un lento lavoro di domande e risposte; dare un microfono a tutti in nome di una sorta di democrazia statistica sarebbe un po’ idiota. Peggio: sarebbe una privazione di libertà mascherata da democrazia.

non-ti-sento

L’Internet che conosco è proprio così: libertà di espressione senza filtro, ovvero una fenomenale – straordinaria e fenomenologica – privazione del diritto di essere ascoltati con criterio e con competenza.
Spacciata per conquista.

Umberto Eco ha espresso in due recenti occasioni la necessità di creare dei filtri, auspicando che siano le testate giornalistiche ad offrire una selezione delle informazioni in base alla loro veridicità, considerando che “I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli”.  È vero. Ma se nella legione ogni imbecille ha il suo microfono – connessione a Internet – questo paradossalmente è un bene: la cacofonia di voci impegnate a sovrastarsi, unita alle meccaniche del web proprie delle piattaforme di social media e motori di ricerca, garantirebbe la loro estinzione come rumore di fondo.

Fino a quando non trovano un leader.

Il fattore umano nei personaggi dotati di fama

Un tempo essere famoso era un lavoro impegnativo e strategico: a certi livelli, l’ufficio stampa / la redazione del personaggio si occupava di filtrare qualsiasi esternazione o di valutare tutta la rassegna stampa che lo riguardava, sotto la spada di Damocle di un danno d’immagine.

Se quegli uffici esistono ancora, oggi campano sniffando click-baiting (si dica qualunque cosa, purché porti “click” con il mouse). Andate a vedervi l’utilizzo che i quotidiani stanno facendo in queste ore del personaggio Aurora Ramazzotti: arrivata alla maggiore età, di colpo è tutto un fiorire di “reportage estivi” sulla ragazza con allusioni che sarebbero state scartate nei film di “Bombolo”.

Riassumendo:

  • Personaggi, al culmine di una carriera, esposti alla minaccia di un burn-out da perdita di fama, di scomparire – non mi riferisco a uno, né a molti, è un fattore di rischio comune nelle persone sotto i riflettori.
  • Una massa di individui illusi, grazie ai social media, di avere trovato il modo di essere ascoltati, che percepiscono la frustrazione ma non comprendono il trucco.
  • Ideali campati in aria, la cui mancanza di fondamento scientifico non viene usata per deprecarli, ma come contenitore di emotività e a dimostrazione che “qualcuno complotta ai danni del popolo”, quindi che c’è un’offesa da sanare e una battaglia da vincere.
  • La Rete a fare da collante a presa rapida.

Unite voi i puntini.

La minaccia reale non è nel dare voce a tante persone comuni, quanto nel dare a pochi personaggi già dotati di un potere mediatico la possibilità di raggiungere una massa frustrata e disinformata, esprimendo opinioni personali su questioni di cui non hanno alcuna competenza, con la conseguenza di manipolare coloro che avrebbero bisogno di cultura e informazione con emotività e interpretazioni incompetenti e pericolose.
Ultima considerazione: torno a pensare a quanto ha detto il Professor Eco a proposito di affidare ai giornalisti, alla stampa, il filtro delle informazioni affidabili su Internet.

Di seguito vi mostro il modo in cui le battute di Vincenzo Salemme sulla missione New Horizons – da lui stesso definite  “una riflessione leggera e scherzosa” – sono state pubblicate dall’edizione napoletana di Repubblica:

Vincenzo Salemme articolo su Plutone

Professore, questa è una delle maggiori testate giornalistiche italiane, storica e autorevole, che inserisce le opinioni personali, leggere e scherzose di un comico, nella categoria Cronaca.

Sono sicuro che lei conosca l’importanza dell’attribuzione di categoria ad un contenuto, quando viene diffuso sul web. Definire questo contenuto nella categoria ‘cronaca’ ha, fra le altre conseguenze, una visibilità e un impatto sulle persone ben diverse che se fosse stato inserito sotto una categoria ‘opinioni’ o ‘umorismo’.

Mi auguro che il filtro che auspica sia qualcosa di molto, molto diverso da questo.

Tra parentesi:

  • Lo studio che ha portato alla realizzazione della navicella “New Horizons” che ha raggiunto Plutone, fra le altre cose ha consentito notevoli passi avanti nella tecnologia dei processori delle fotocamere, con ricadute positive nei sistemi di sicurezza satellitari metereologici e di controllo in caso di catastrofi naturali
  • La PAS o Sindrome di Alienazione Parentale è stata rigettata come teoria non scientificamente attendibile, in ripetute occasioni dall’Istituto Superiore di Sanità in Italia, dall’American Psychiatric Association, e da numerosi istituti pubblici nella UE; ne è stato inoltre rifiutato l’inserimento come definizione di sindrome nel DSM V.
  • La correlazione tra spettro autistico nei bambini e somministrazione di vaccini obbligatori è stata ripetutamente confutata e dimostrata una pura illazione allarmistica e di conseguenza pericolosa per la salute.